Prendo con un sorriso le sciocchezze che per natura incontro sulla mia via.
Come ad esempio le femministe. Le femministe sono una razza in via d'estinzione o, per lo meno, dovrebbero esserlo. Purtroppo, però, per non so bene quale arcano motivo, non lo sono. Da femmina quale sono mi sento non solo in diritto di parlare ma mi sentirei quasi in dovere, se non fossi troppo australiana dentro per farlo.
In virtù di questo, colgo l'occasione per dire che l'Australia è l'ultimo luogo in cui il femminismo aveva una dignità di rivolta. (Certo, questo presuppone di ignorare completamente i paesi del terzo mondo, ma se vogliamo andare a fare le femministe nel terzo mondo, porco giuda, allora c'è un'inversione di priorità!)
Le femministe, specie quelle convinte e specie quelle che sono fiere di esserlo, sono ridicole. Lo dico con tutto il mio buon cuore e con tutta la mia capacità di essere rispettosa per chi ritengo irrispettoso: smettetela. Smettetela di avere bisogno di nascondervi dietro lo spauracchio di Saffo per sentirvi in qualche modo utili alla cultura dell'umanità. Basta con le Austen, basta con le Plath e basta con le Woolf. Volete essere intelligenti, sicure di voi stesse, indipendenti? Bene: PIANTATELA DI ROMPERE IL CAZZO A TUTTI (figurativamente). Fate la vostra vita, prendetevi i vostri diritti e beccatevi pure questi cazzo di doveri, perchè si blatera blatera di discriminazione ma il femminismo di oggi non è che il fetore del cadavere del maschilismo di una volta.
Poi lasciate stare che per essere un'artista oggi bisogna indispensabilmente essere disadattate. E per essere sicuri, anche lesbiche. Ma questo è un discorso più ampio, un discorso che va a c'entrare con la letteratura, in particolar modo con la letteratura di oggi. Pecorelle mie smarrite, vi supplico in ginocchio: basta scrivere libri.
Basta credersi degli autori.
Non esistono più gli artisti. O meglio, sono sepolti dalla merda che viene continuamente pubblicata, pubblicizzata, e sputtanata in ogni dove. A partire da Twilight e da Moccia. Lo so, lo so, si spara sulla croce rossa, direte voi, ma, ahimè, è così.
Per pubblicare oggi non serve nulla, neppure la consecutio temporum. Per non parlare della punteggiatura o del congiuntivo.
Quindi, amici fraterni, se volete pubblicare, anzi,
se pubblicate, non rompete gli zebedei a destra e a manca. Anche mio fratello di 13 anni potrebbe pubblicare, non lo fa solo perchè gli piace di più il calcio.
Calcio e letteratura sono più o meno allo stesso livello, oggi. Solo che Totti, per lo meno, lo sa di essere linguisticamente comico.
Auanzo, hai il merito di avermi estorto il primo vero post da sempre a questa a parte. Grazie.
Questo è un post impegnato, Gucci, mi stai guardando? Guardami! GUARDAMI! :D